I monti non sorridono più.
Se andate verso nord, precisamente in Lombardia, e passate sul lago di Como tanto decantato ne I Promessi Sposi, potreste pensare di essere in un posto meraviglioso con dei paesaggi splendidi. Continuando fino alla sua punta, entrerete nella provincia di Sondrio, che per la maggior parte si sviluppa sulla destra in orizzontale ed è conosciuta ai più come Valtellina. Sapete no? Pizzocheri, buon vino, piste da sci, trekking, tanta noia e il primato di zona con il tasso più alto di suicidi in Italia. Record condiviso con la Valchiavenna, la parte "corta" e verticale della provincia, dove la macellazione del maiale fatta in casa viene chiamata Maziglia.
Questo è il moniker scelto dal trio chiavennasco, e dato che nomen omen, che vi aspettate? I cloni di Bad Bunny? Con alle spalle una decina di anni di attività – compresi un paio di stop – sono appena tornati con un album di cui questa Mnemone è il singolo apripista, ed è chiaro da subito quanto i nostri non abbiano perso un grammo della loro ferocia, pur essendo nettamente migliorati sia dal punto di vista tecnico sia per quanto riguarda la composizione.
Dentro il pezzo si riescono a odorare le diverse influenze della band, che con un approccio assolutamente moderno e al passo con i tempi mescolano deathcore, il melodic death meno sputtanato, una spruzzata di tech/prog e un estremo gusto per l'intreccio armonico efficace ma non melenso, ben legato all'assalto sonoro perpetuato dai Nostri. Voce e chitarra sparate in faccia, con una sezione ritmica che per una volta non si mette a strafare ma nemmeno fa il compitino: l'importanza fondamentale del basso – e del dialogo con la batteria – è oro, soprattutto in una formazione con una sola sei corde: Voivod docet, e i Maziglia hanno imparato bene la lezione.
Ottima anche la registrazione, per una volta non quantizzata fino alla morte, che fa respirare come si deve il brano lasciandolo umano e doloroso quanto basta, senza renderlo troppo chirurgico e artificiale. Fossero nati altrove invece che nella periferia della provincia, probabilmente sarebbero già sui palchi dei festival che contano davvero: amanti del metal estremo a 360 gradi, non fateveli sfuggire.