Salta al contenuto
Maruja: Look Down on Us
Datemi un attimo per pensare
| Lo leggi in 2 minuti

Dall’alto delle loro ville, gli osservatori puntano gli occhi sul formicaio della gente comune.

Ecco, considerando la spropositata frequenza con cui viene utilizzato l'appellativo next big thing non appena qualche briciola di musica innovativa balza fuori dal nulla, quando parliamo dei Maruja tale etichetta deve necessariamente essere stampata in grassetto e con caratteri rosso vivo, tanto per darle il meritato risalto in mezzo a una baraonda di uscite poco più interessanti della media.

Ok, non c'è ancora troppissima carne al fuoco in un inizio carriera che è tutto una sorta di lancio promozionale – e che promo, oserei dire: tre EP, ma uno più bello dell'altro, bocconi deliziosi da assumere un po'per volta, proprio per farci colare ai lati della bocca l'acquolina dei grandi orgasmi culinari.

Ma finalmente, cari lettori, i Maruja inizieranno a regnare: c'è l'annuncio del debut album, Pain to Power, in uscita il 12 settembre per Music for Nations. E che dire, siamo parecchio felici. Un assaggio l'avevamo avuto con la roboante Break the Tension, ma quello che succede nella nuova Look Down on Us è qualcosa di paradisiaco – o infernale; anzi, un misto dei due.

Pezzone enorme, dieci minuti di cambi umorali che, come al solito, accompagnano gli spostamenti meteoreologici affrescati dal sound tempestoso dei quattro di Manchester. Lampi e saette che squartano il post-punk luciferino e oscuro della prima parte, il sax di Joe Carroll che dapprima affila l'acuminatezza della strumentale, poi fa da preziosa filettatura con i ghirigori, proprio per avvitare le due anime della traccia: lo sfarfallio rischiara il cielo inquieto, accarezza il subentro della chitarra in clean e dello spoken word, ora più placido, di Harry Wilkinson per un troncone centrale che pare riesumare il vento caldo e accogliente di The Thinker.

Crescendo à la The Invisible Man, ma qui cambia l'ordine delle percezioni: prima vigore, poi leggerezza e infine oscurità, un trittico rimescolato da un flusso di emozioni che solo i Maruja riescono a intavolare con una tale intensità.

Fottutamente sorprendenti. Ma di questo, scusate il gioco di parole, non ci sorprendiamo più.

maruja harry wilkinson joe carroll 

A proposito:

Vuoi continuare a leggere? Iscriviti, è gratis!

Registrandoti potrai accedere agli oltre 4.000 articoli dell’archivio gratuitamente, e ti iscriverai alla nostra newsletter su Substack!

Nelle ultime 24 ore si sono iscritte 8 persone!