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Da Milano un invito a rallentare per godersi pienamente il viaggio della vita.

Viviamo in un momento storico confuso, che non lascia tempo, dove la sensazione indotta dall'indigestione tecnologica è quella di essere sempre tremendamente in ritardo. Ecco allora che poco alla volta la soglia d'attenzione scende, si accavallano freneticamente immagini, frasi, suoni, colori, in un bazar caoticamente infernale che ha sostituito il nostro ipercubo, la nostra cameretta, i nostri pensieri. Perché è tutto così di fretta che manco scegliamo più: ci lasciamo ingozzare fino a perdere lucidità, come un criceto sbronzo che non riesce a scendere da una ruota sempre più veloce.

Ecco, se tutto questo vi ha stancato, i Goodbye, Kings hanno l'antidoto.

In totale controtendenza, invece che dedicarsi a rapidi jingle mascherati da canzoni, buoni giusto per qualche storia sui social, i Nostri pubblicano un lavoro monumentale diviso in due lunghe suite suddivise idealmente in sottocapitoli intrecciati tra loro, separate come se fossero due facciate di un disco in vinile, che richiedono concentrazione, attenzione, abbandono e soprattutto tempo. Ed è qui il punto: staccare per una volta dal mondo virtuale (sì, anche spegnendo il telefono) per un'ora è l'unico modo per poter affrontare questa Transatlantic e la sua controparte Transiberian, insieme opera ostica ma in grado di schiudere parti di noi ormai sopite, pezzi di umanità ormai stanchi di essere schiavi di "altro", non ultima la gioia nella scoperta della bellezza viva, tattile, sensoriale, diametralmente opposta a quella sintetica propinataci dall'intelligenza artificiale.

Dentro ci troverete di tutto: dal prog meno onanistico alla psichedelia più riflessiva, dal post-rock più post che rock, all'avanguardia orchestrale classica, sprazzi di musica da camera (oscuramente cinematografica) e jazz dilatat(issim)o. Il risultato è un insieme amalgamato con gusto, dove tutto è pieno ma non abbondante, lasciando sempre spazio per la sensibilità dell'ascoltatore.

Se siete stanchi di tutto e volete ritrovarvi, ripartite da qui.


Disclaimer: Goodbye, Kings è la band del nostro collaboratore Davide Romagnoli.

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