I tuoi nuovi professori preferiti, tra follia ed estremo vigore.
Che gli University fossero piuttosto suonati, pare evidente sin dal primissimo ascolto. Ma quanto ci piace la follia? Troppo. Difatti già con Massive Twenty One Pilots Tattoo eravamo andati a ruota pesantemente. Un cocktail schizoide che solo uno psicopatico potrebbe categorizzare: emocore? Una sorta di screamo addolcito nelle parti vocali? Oppure del sano mathcore (con un bel siringone di adrenalina sparato in vena)?
Probabilmente tutto questo messo insieme: Curwen, pur placandosi un po'rispetto al singolo precedente, affardella tutti gli stilemi dei generi sopracitati, ovviamente buttati in una centrifuga e sbatacchiati a più non posso sulle pelli di Joel Smith.
Alt rock tiratissimo, sprazzi di punk e lineamenti ruvidi dell'hardcore sono gli altri elementi che sobbalzano fuori con il secondo estratto dal prossimo McCartney, It'll Be OK. Un pezzo più compatto e lineare – sempre a paragone con un songwriting di base piuttosto peperino, ecco – ma ugualmente violento nella resa sonora, un po'come se gli Arctic Monkeys di Whatever People Say I Am, That's What I'm Not uscissero a cena con i Dillinger Escape Plan e finissero a intavolare una gara sui cento metri da ubriachi.
Lo so, descrizione piuttosto fantasiosa, un po'come l'accostamento, ma l'immagine spiega piuttosto bene Curwen e quei pazzi degli University: dategli obbligatoriamente un ascolto.