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The Divine Comedy: Achilles
Un gessatino e una camicia vinaccia, what else?
| Lo leggi in 2 minuti

Neil Hannon non è superstizioso: in arrivo il disco numero 13.

Diciamocelo: è o non è il cantautore più elegante del Regno Unito e del Commonwealth tutto di Sua Maestà Carlo III?

Sì, Neil Hannon lo è, e per distacco: viene facile immaginarlo nella sua casa di campagna nella contea di Kildare, nell'Irlanda del Nord di cui è originario, mentre accarezza con lo sguardo il sole calare tra le alture, con un paio di greyhound da caccia ai piedi e un bicchiere di whiskey irlandese Tullamore in mano.

Ma la verità probabilmente è diversa, ed è che Hannon in realtà non ha tempo per tutte queste cose: perché tra Divine Comedy, collaborazioni con cinema e televisione (suo è il tema principale della serie THE IT Crowd, demenziale e meravigliosa) e quelle con altri artisti, il cinquantacinquenne Neil appare in perenne movimento (ma sempre con stile, senza nemmeno una gocciolina di sudore a imperlargli la fronte). A settembre uscirà poi il tredicesimo lavoro con i DC, di cui Achilles è un meraviglioso primo antipasto.

Ispirato alla poesia Achilles in the Trench ("Achille in trincea"), un classico della letteratura anglosassone di Patrick Shaw-Stewart (scritto durante la Prima guerra mondiale), Achilles è un distillato di Divine Comedy in purezza: acustica e violini, organi elettrici e spatole che accarezzano il rullante, crescendo orchestrali e atmosfere crepuscolari. Il pezzo parla di morte e paura («Was it so hard to die, Achilles? So very hard to die?»), ma la voce di Hannon in qualche modo stempera la durezza dei temi e traduce tutto in una ballata struggente e romantica (sia detto nel senso ottocentesco del termine).

Notevole anche il video girato da Raphaël Neal, che mette in sequenza tableaux vivants diversi riprendendo le immagini della poesia originale: soldati inglesi della Prima guerra mondiale e guerrieri greci dell'epica classica. E Neil Hannon che, tra questi, fa capolino (e sempre elegantissimo).

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