Uno schiaffo lungo un minuto abbondante, che scuote e sazia.
Jon Kortland e Jensen Ward sono in giro da quasi un quarto di secolo come Iron Lung e in tutto questo tempo non hanno fatto altro che seguire poche e semplici regole: pesantezza e cattiveria. Una batteria, una chitarra e due voci in grado di trasmetterci disagio e tormento. Cog II esamina i metodi con i quali il proprio governo si prende cura delle persone, vere e proprie risorse alla stregua di acqua, benzina o compost. In sessantaquattro brutali secondi veniamo riportati al 1941, dove assistiamo a una seduta di elettroshock in cui con estrema scioltezza si va a intaccare in maniera barbara il nocciolo del paziente, ledendolo terribilmente.
E allora forse il suono degli Iron Lung è in qualche modo politico, è un presenziare per affermare il proprio distacco e il proprio disgusto verso pratiche e visioni. Ma soprattutto è un’efferatezza che colpisce, ancora dopo anni, per l’intensità con cui fonde la pesantezza di noise e doom alla furia dell’hardcore, radendo al suolo tutto ciò che entra nella loro area.
Un urlo, un monito, una certezza. Gli Iron Lung sono tornati e per fortuna non sarà facile ignorarli: stiamo all'erta, e pronti al peggio.