Quando la musica si stacca da tutto il proprio contesto, esulando dalla storia.
Una voce incredibile quella di Ermhoi, che sembra essere caduta dalle nuvole, un sassofono, una batteria e dei dromedari in un karaoke, mentre Mutsuko-san, una signora novantenne, canta come fosse l’unica cosa da fare per migliorare il mondo. Tutto è candore, delicatezza, stile: un brano che riprende antiche arie unendo paesi e continenti.
Un'unione fra dolcezza ed eleganza che magicamente funziona e non fallisce, cercando di entrare sotto pelle, mentre ci sussurra all’orecchio che tutto andrà bene. Non abbiamo idea di cosa stia cantando, ma ci piacerebbe sapere che sono parole di conforto e di speranza, ci piacerebbe che fosse realmente il mezzo attraverso il quale Mutsuko-san si rivolge a noi, in grado soltanto di aprire le nostre braccia per accogliere e ringraziare cotanta bellezza.
Soul, jazz, easy-listening e ambient nella loro miglior forma, riprendendosi il tempo per fare le cose a modo. Noi, commossi, ne godiamo e guardiamo questa trinità non sapendo a chi rivolgerci, ma sorridendo soddisfatti. Ancora una volta grazie Eiko Ishibashi.