Un poeta e una band.
Un brano che alterna tratti pop cantautorali a racconti poetici, un incrocio di voci fra la melodia femminile e i versi maschili. Entrambi ricercano una fisicità scomparsa e tramandata dalle onde radio, da quella magia che unisce tocco e atmosfera. Si incastonano in un bizzarro viaggio fra parchi e arene sterrate, rimestando luoghi comuni, passi e ricordi, tormentandoci il cuore come soltanto la musica più profonda e toccante riesce a fare.
Una malinconia estiva ricopre il paesaggio come lieve umidità, facendoci stringere e pensare al passato, a lei, a lui, a tutti loro. Insieme a noi Brian Bilston e i Catenary Wires sembrano tormentarci più che lenirci, fissandoci sui gesti, i profumi e gli istanti passati. Un brano che è perfetta commistione di umori e ideale rappresentazione della tormentata passione più umana che ci sia: l’amore.
E, parlando d'amore, noi ormai abbiamo imparato ad amare ogni vagito che Amelia Fletcher, Rob Pursey e compagnia si inventano, ma del resto come poter resistere a queste illuminate unioni?
amelia fletcher rob pursey brian bilston and the catenary wires