(Non) nudi e crudi.
Ah i mischioni goth! Quelle cose indistinguibili dove vengono frullati apparentemente a caso quasi cinquant'anni di variazione sul tema ma che, insomma, funzionano sempre.
E per quanto si possa decidere di fare le pulci, questo brano degli americani di stanza a Chicago Bellhead funziona alla grande. Un po'di Sisters of Mercy post Wayne Hussey, un filo di industrial rock più glampunk che metalloso figlio dei Newlydeads, un po'di Christian Death di Valor anni '90. Due bassi, una manciata di effetti, una drum machine e voce. Punto. Schietti e diretti senza tante menate.
E sarà la nostalgia, sarà la nausea data dall'eccesso di produzioni sempre più pulite e precise eppure noiosamente e tremendamente uguali a se stesse, ma Threats suona proprio come vorremmo. È sporca, cruda, vera, zero pipistrellame, zero instagrammabilità, solo urgenza espressiva (anche un po'sbilenca a dirla tutta, ma forse proprio per questo odorante genuinità): e mica è poco.
Diventeranno leggendari? Io questo non kreto, ma perlomeno riusciranno a far svoltare la serata a chi ancora si emoziona con un DIY che sia tale e non quantizzato da un PC. Old school? Sì, e va benissimo così.