Serial killer dal cuore di panna.
Gli intrecci strumentali e vocali di questo brano ci riportano immediatamente a immagini romantiche, alle brughiere, alle coste sferzate dalle onde. La voce carezzevole della cantante dei Van Zon è un ulteriore passo avanti di una musica (quel pop folk che nel Regno Unito non smette mai di sorprendere) che da tempo continua a mostrare nuove strade per potersi emozionare in analogico anche in un tempo ormai per lo più infestato da tecnologie e ammennicoli digitali. Insomma, una vera e propria boccata d’aria, un pezzo che sembra provenire da un'altra epoca senza suonare passatista, ma che semplicemente dimostra quanto attuale possa essere la semplice bellezza.
Certo, i riferimenti sono antichi, i soliti potremmo dire, ma i classici sono fatti per quello, no? Essere una fonte a cui attingere, da rielaborare con la giusta personalità, in modo da non scadere nel rischio di diventare dei facsimile e dando nel contempo nuova linfa a una musica interminabile e circolare.
Fun fact: a quanto pare la band prende il nome (letteralmente "del sole") da quello di un serial killer dei Paesi Bassi. Sarà mica un trucco per ribadire il loro essere caldi, brucianti e in grado di colpirci a fondo?
Comunque sia, il consiglio è di recuperare anche il precedente singolo, Cannon Fodder, per evitare di dimenticarseli e attendere il prossimo fiduciosi.