Salta al contenuto
Swans: I Am A Tower
Disintegrazione prima della rinascita
| Lo leggi in 1 minuti

Il canto del cigno?

I quattro decenni di carriera sono belli che passati, ma nulla sembra arrestare la creatura chiamata Swans nel suo percorso infinito verso la destrutturazione sonora. Eppure… Eppure sembra che il cigno voglia cambiare piumaggio di qui a breve, o perlomeno queste sarebbero le intenzioni del suo deus ex machina Michael Gira.

A sentire lui, quindi, cose come questa I Am Tower saranno rimpiazzate da soluzioni più fruibili e intime. Vedremo, o meglio: ascolteremo.

Al momento abbiamo in mano il "solito" tomo da 20 minuti, il singolo apripista del prossimo album che nonostante il suo essere pachidermico (o forse anche grazie a quello) si prende tutto il tempo necessario per sedurre l'ascoltatore, cingerlo in una morsa sempre più stretta e farlo letteralmente implodere in un crescendo lento e implacabile che non lascia spazio a ripensamenti e dubbi, tra momenti melodici e stratificazioni infinite di chitarre noise e suoni indistinguibili affogati nel feedback in odore – soprattutto nella seconda parte – di Eno che bacia Fripp che bacia Bowie all'ombra del muro di Berlino nell'anno di grazia del punk (o in quello delle gambe di donna, per i partenopei).

A settantun anni, Gira è ancora in grado di prendere le interiora dell'ascoltatore, farle a brandelli e rimetterle poi al loro posto in maniera creativa, unica, totale. Anche fosse questo il suo colpo di coda, riecheggerebbe comunque per decenni: immortale.

swans michael gira 

A proposito:

Vuoi continuare a leggere? Iscriviti, è gratis!

Registrandoti potrai accedere agli oltre 4.000 articoli dell’archivio gratuitamente, e ti iscriverai alla nostra newsletter su Substack!

Nelle ultime 24 ore si sono iscritte 8 persone!