Taglia e innesta con furore.
Chissà su quale autostrada o traghetto d’Europa è stata scritta Come fauce che divora. La traccia chiude Tagli/Talee, quinto album degli Stormo nato durante il lungo tour che lo scorso anno, partendo da Parigi, ha portato uno dei migliori gruppi post-hardcore in lingua italiana a infiammare numerosi palchi nelle terre scandinave, nordiche e della Mitteleuropa – compreso quello del Roadburn Festival.
Come fauce che divora è il frutto della collaborazione tra il quartetto nato a Feltre, provincia bellunese, e Holy Similaun – al secolo Alberto Bertelli – le cui trame elettroniche, in odore di industrial, aggiungono minacciosi elementi drone e noise, alternandosi a una furiosa linea circolare di basso e batteria. Una vignetta di un minuto e quaranta che documenta, insieme alle altre undici tracce, ambienti e situazioni viste e attraversate nei viaggi del gruppo.
Più sporca e cattiva rispetto alle opere precedenti, la voce di Luca Rocco si incunea e lacera, come fa la gramigna quando sfonda l’asfalto, ricordandoci «l'importanza di prendersi cura degli spazi vuoti che più temiamo, perché in quegli spazi qualcosa può sbocciare se gli diamo una possibilità».
Da sempre capaci di aggrovigliare le proprie radici punk hardcore con componenti math rock, screamo e noise, in questa nuova uscita – la seconda per Prosthetic Records – concresce rigoglioso anche il black metal norvegese che ha nei Darkthrone un solido punto di riferimento.
Già pronti a riprendere le strade d’Europa, già attrezzati per esplorare terreni elettronici, i quattro post-corer continuano a generare originali innesti nel corpo vivo dell’hardcore.