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Sextile: Kids
Matrix Reloaded
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Bambini ribelli con il fuoco nelle gambe.

Da adulatore e ascoltatore compulsivo dell'ottimo Push, potrei tranquillamente dire che i primi due singoli tirati fuori dai Sextile in attesa dell'uscita del prossimo Yes, Please sono, in definitiva, un grossissimo "mah". Un po'perché quello che attirava del duo losangelino era la vena camaleontica, quell'abilità di "poggiare le chiappe" a metà tra la techno e una frizzante elettricità post-punk, un po'perché i singoli paiono un compitino (fatto manco troppo bene) per portarsi a casa due estratti dalla silhouette allettante.

Ascoltare Freak Eyes e S Is For, quindi, ha lasciato in bocca l'amaro di una rinuncia alla contaminazione, agnello sacrificale dinanzi a un dancefloor spiccio.

Kids, però, arriva in soccorso: non risana la lacuna del doppio carburante degli esordi, ma almeno studia in maniera più approfondita un suono, un movimento e una forma-canzone più viva e dinamica rispetto alle bangers smorte sopracitate.

Un inno alla gioventù che sbatte la testa sull'insoddisfazione e sul senso di non appartenenza, a chi fugge e cerca il proprio mondo, le proprie relazioni e la propria libertà: Melissa Scaduto sale in cattedra, trafiggendo la base con la voce, tra le luci strobo che pulsano e inghiottono un asse notturno che congiunge la Berlino dei 90s alla Grande Mela.

Trance martellante, techno, electropop che colora le scintille germogliate dai kick tellurici. Un pezzo sudato e non stanco, che spacca le piste e raduna anime: per questo nascono i Sextile e per questo moriranno.

sextile melissa scaduto 

A proposito:

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