Consumismo cyber-rock.
Una delle sintesi più efficaci dell’essenza del capitalismo rappresentato in musica è certamente il «produci, consuma, crepa» che i CCCP Fedeli alla linea cantavano nel 1986 nel brano Morire. Quarant’anni dopo l’analisi dei Frankie and the Witch Fingers è certamente meno iconica, ma volge nella medesima direzione: «This is all you need / To make and spend money» non è solo una critica diretta al sistema, ma una lucida fotografia della realtà in cui siamo immersi.
In questo senso Economy è un brano diretto e pieno di energia. Dissonante in termini di sonorità, con il suo incedere sghembo, robotico, futuristico, e al contempo tagliente, incisivo, ficcante.
La band non ha perso una virgola del ritmo intenso che ha caratterizzato il precedente album Data Doom, mettendolo al servizio di nuove esperienze. La capacità di rinnovarsi e di arricchire il proprio sound con sperimentazioni e stimoli diversi sembra essere del resto una caratteristica peculiare dei Frankie and the Witch Fingers, uno di quei casi in cui l’ispirazione giova del passare del tempo anziché regredire o perdere di smalto.