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EKKSTACY: Keep My Head Down
Capelli a macchia di leopardo
| Lo leggi in 1 minuti

Da Vancouver, una chitarra, il ritmo minimo e una voce che esce dalle viscere.

Khyree Zienty, in arte EKKSTACY, torna dopo il suo secondo disco con un singolo che toglie letteralmente il fiato. Tienimi la testa china mentre cammino, chiede, con voce non rassegnata, ma cosciente che sia la cosa giusta da fare.

Ascoltando qualche traccia sparsa del progetto, appare chiarissimo come il suo talento stia nel tenere i giri e i suoni sotto controllo, evitando di scivolare in un pilota automatico lievemente punk che ne indebolisce l’essere. Ed è un talento cristallino, che ipnotizza.

Ma qui c’è tutto: sostanza, sofferenza, dolore ed elaborazione. C’è tutto, ma soprattutto c’è il folk, il riconnettersi con una radice che fa piazza pulita di tutto il resto e costringe Khyree a guardare verso i propri piedi e, di riflesso, in una sua interiorità.

Certo, è un bel passo e dopo questa uscita toccherà fare delle valutazioni e degli aggiustamenti, ma la sensazione è di aver appena aver sentito un cantautore in nuce, di quelli che non si toglieranno dal nostro radar per un decennio intero.

ekkstacy khyree zienty 

A proposito:

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