L’hardcore sbarazzino che piace ancora in lungo e in largo.
«You look better when I don't look back». Ouu yeah, miss Ecca Vandal. Ci siamo. E nell'era Turnstile queste atmosfere dell'hardcore più cool fanno tutto ciò che devono fare per risultare accattivanti e portare a casa il risultato. Sì, certo, i Fugazi e i Nirvana sono sempre lì che guardano dall'alto del loro podio, ma ci siamo intesi.
Con Cruising to Self Soothe l'artista sudafricana (ma ormai australiana d'adozione) sforna una delle sue prove più efficaci, ricordando come le sortite nel tour di debutto con i Rattlesnakes di Frank Carter siano servite a iniettare un'impronta di gusto che va a collocarla all'interno di un panorama che sta dando i suoi frutti più maturi. E un passato di sicuro impatto sociale (l'apartheid che le è passata di fianco non è certo cosa da poco) le è certamente rimasto nel sangue.
Il pezzo è uno di quelli che ti colpiscono al primo ascolto: vuoi per il basso killer (incredibile come quel giro non passi mai di moda), vuoi per un chorus che è già radiofonico ancor prima che cominci, vuoi per la performance della Ecca, rediviva Juliette Lewis dei tempi d'oro. Quelli, forse, in cui andava ancora in compagnia di Woody Harrelson in Natural Born Killers, per intenderci.
A sostegno del singolo, la Vandal sarà in tournée nel Regno Unito e in Europa con Fred Durst e i suoi Limp Bizkit. Dopotutto i milioni di visualizzazioni del singolo qualcosa lo dicono di certo e giustificano la scelta. Staremo a vedere. Intanto questo pezzo gira in repeat.