Umana imperfezione.
Parlando del proprio sound, i Tokyo Tea Room lo descrivono come la ricerca di quegli spazi per rallentare e connettersi con sé stessi, una colonna sonora per i momenti di calma e per quelli di sogno. Quello che spesso chiediamo alla musica, del resto, è di accompagnare i nostri stati d’animo e, allo stesso tempo, di trasportarci dentro una determinata atmosfera. Da questo punto di vista, la band californiana riesce a centrare pienamente l’obiettivo grazie a un dream pop gentile e all’eleganza di soluzioni sonore avvolgenti e sospese, da cui filtra costantemente una vena di malinconia.
In I’m Just Human è il riff di chitarra a spezzare la quadratura delle strofe, basate sul dialogo tra basso e batteria e su una serie di accordi dilatati, svolgendo così la funzione di ritornello liberatorio, come una necessaria apertura di luce in una persistente penombra. Nel testo si racconta la necessità di una separazione attraverso l’accettazione dei propri limiti: «Sono solo un essere umano, non posso fingere di essere perfetto».
Come in una presa di coscienza nel dolore, le note agrodolci di I’m Just Human sembrano voler fare da colonna sonora all’avvio di una nuova fase della vita, verso un nuovo inizio con addosso la consapevolezza del passato. Ci si sente così in alcuni momenti: questa è la musica giusta per quando capita.