Giganti si diventa, giganti si rimane.
William Michael Griffin Jr., Nasir bin Olu Dara Jones e Yasiin Bey – in arte Rakim, Nas e Mos Def – hanno, in tempi diversi, segnato il corso dell’hip hop. Insieme, nel 2025, alla veneranda età di cinquantasette il primo e cinquantuno gli altri due, dimostrano che talento e passione non sono fattori che vanno scemando e che bastano il beat e l’occasione giusta per tornare a graffiare. Lo fanno con un brano che mette in luce la loro grandezza e la cura del loro approccio alla materia, che ripercorre stili, luoghi e persone.
C’è New York, luogo cardine, c’è la consapevolezza di prendersi la responsabilità dell’ultimo tiro come Kobe, c’è il diggin’ dei dischi andati della Motown, i santi e i peccatori, chi parte con un handicap e nonostante tutto sfanga, c’è l’amore portato verso il prossimo e verso il proprio territorio. Ci sono i problemi personali, gestiti senza farli pesare ad altri, c’è il carcere.
Soprattutto, c’è un pezzo che si può ascoltare e riascoltare, sviscerare nei suoi passaggi lirici, sopra una produzione superclassica della quale non ci è dato conoscere nient’altro, se non il buon gusto e la perfezione con la quale fa da tappeto alle rime di questi tre signori che, ognuno a loro modo, hanno fatto la Storia e riescono ancora a essere rilevanti senza saccenteria né boria.
Tutto questo è Take It back, signore e signori.