Un bailamme dove conviene mollare subito gli ormeggi.
Task Force Diane sembra un’odissea bruitista. Inizia con un cantato acre e sputato, che sembra la peggio Albione. Invece i Marcel vengono dal Belgio, irruenti, sporchi e ritmati.
Le frasi raddoppiano e si calca presto la mano fra illustrazioni povere e vitali, dove le lacrime di Diane diventano mare e forse via di fuga in barca, scappando da una società allo sbando, dove il punk rock muta via via in una musica danzereccia e dove alla fine riusciamo a strutturare un ballo che è prerogativa per continuare a vivere, fra elettricità, tempeste e defibrillatori.
Non tutto funzionerà, ma se il trapasso potrà venir gestito così bene a livello di pathos, con un abbassamento di ritmo e un'accorata duplicazione vocale, beh, forse immolarsi per una canzone bellissima non è nemmeno la cosa peggiore che possa succederci. Levitiamo, fra voci e chitarrina, leggeri in Paradiso, sorpassando tutto e tutti, anche le ultime splendide note che ancora ci seguono… bye bye Diane, bye bye Marcel!