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Marc Laidlaw: Mama Never Went Electric
Il giorno in cui ho deciso di fare musica
| Lo leggi in 2 minuti

Quando mamma crede al grande complotto.

Dopo 18 anni alla Valve Software e aver ideato la trama di Half-Life – uno dei videogiochi più famosi al mondo – lo scrittore di fantascienza e horror Marc Laidlaw decide che ne ha abbastanza e nel 2016 si licenzia. Forte dei libri precedentemente pubblicati, si ributta a scrivere narrativa, solo che non trova nessun editore. Ha 56 anni, ma non si scoraggia: decide di autopubblicarsi e inizia a impegnarsi in qualcosa di diverso. La musica elettronica.

Nel 2020, durante il lockdown, è chiuso in casa – come tutti – alle prese con Ableton e sintetizzatori: impara, sperimenta e pubblica i suoi file su YouTube. Frequenta un corso al Berklee College of Music, inizia a comporre canzoni e a cantare.

Il frutto degli ultimi cinque anni arriva il 7 febbraio scorso: prodotto da Ryan Polly, esce After the Pulse, concept album che immagina un mondo distopico in cui un impulso elettromagnetico ha fatto saltare tutta la rete digitale e i musicisti devono ritornare «ai vecchi strumenti, acustici ed elettrici, e a quello più antico, la voce».

L’elettronica, l’ombra dei Grandaddy – californiani come Laidlaw – e dell’Americana permea tutto l’album: Mama Never Went Electric, riecheggiando le melodie di Roger Miller, virate in alt-country, ritrae una madre che crede che la Terra sia piatta e che andare a scuola sia da stupidi. Tanto che, al posto dei libri di testo, insegna al figlio a leggere con Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band. È successo a molti durante la pandemia: vedere qualcuno di caro scivolare nella grande cospirazione e non andare troppo lontano.

marc laidlaw 

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