Farei qualunque cosa per te.
I giri di orologio che ci separano dal debut di Saya Gray sono sempre meno e, per chiunque abbia seguito con attenzione la sua dinamica evoluzione, questo non può che tradursi in gioia smisurata (e hype fuori controllo).
Ammanettati gli istinti experimental che animavano le matasse schizoidi del doppio EP QWERTY / QWERTY II, la Gray pare essersi somministrata massicce dosi di melatonina in concomitanza dell'inaugurazione di una fase di vita piuttosto tribolata, una di quelle che richiede lunghi attimi di riflessione e quiete interiore: accantonate, quindi, la psichedelia e gli irrequieti ghirigori art pop, l'artista canadese circoscrive il suo sound e le sue emozioni all'interno di un più placido art folk che interseca il cantautorato classico – SHELL (OF A MAN) –, assimila pulsante energia trip hop – H.B.W – e finisce per sfociare nel morbidissimo blend di bedroom pop e indie rock che direziona i passi di LIE DOWN.., scrematura totale di un suono ora totalmente devoto all'espressività vocale di Saya Gray e, conseguentemente, alle sue esigenze sentimentali.
L'ultimo singolo estratto inietta, tra chitarre pizzicate e percussioni risicate, i sussulti di un cuore strappato dal petto e il tormento di un sentimento non corrisposto, il dolore sordo del ritrovarsi a promettere l'impossibile per non lasciarsi scappare l'amore della vita («If I lie down in this life, would you mention me?»).
Una Saya Gray che torna terrena, scava il suo rifugio e ci si ficca dentro, raggomitolandosi a riccio, come a voler congelare la negatività e tramutarla in energia creativa: su questa importante conversione si fonda SAYA, in uscita il 21 febbraio, di cui questa sarà la sentitissima ultima traccia.