Fortunati noi ad ascoltarla!
Londinese nata a Parigi, Flora Hibberd è semplicemente la musicista che ci rimette in pace con noi stessi. Talento, personalità, stile. Prendete i Velvet Underground, la cadenza inglese, il pop che si fa color pastello nei prati e avrete questa piccola meraviglia pop. La sua voce viaggia leggera e inconsueta, seguita dagli applausi ma pronta a fermarsi, facendosi più meditabonda. È un processo delicato, come quello di fiori, semi, piccole parti che vanno a formarsi partendo da elementi cellulari, mentre fortunatamente Flora riprende fiato e ritmo, spedita e sbarazzina, elegantissima.
È come figurarsi Christa Päffgen assumere le Moulinettes per un pomeriggio di giochi nei prati. Lo so, lo so, inimmaginabile e bizzarro, eppure… grande, grandissima musica pop: un tamburello che insieme alla chitarra crea l’unione antica e meravigliosa del rock’n’roll più basilare e minimale, quello che non ha bisogno né di picchiare duro né di grinta, ma della leggerezza che tutto trasforma con brio, eleganza e immediato amore.
«Lucky you, lucky me»: contenti tutti e non potrebbe essere altrimenti di fronte a un brano che cattura e conquista. Se poi aggiungiamo il fatto che il nuovo album si chiama Swirl ("turbinio"), possiamo senz’altro scommettere sulla ragazza, debuttante nel 2023 con i sette brani di Hold e pronta ora a far breccia nel cuore e nelle menti di chi ha ancora orecchie funzionanti.