Il controverso come punto fermo.
Attivi dal 2003, i blackster ucraini Drudkh sono stati spesse volte accusati di aderire alla scena NSBM, accusa sempre e puntualmente rimandata al mittente. Dove sia la verità lo sanno solamente loro, consapevoli di camminare in un campo minato quando decidono di dedicare album alla figura di Stepan Bandera (1909-1959), un nazionalista di estrema destra molto discusso in terra natia. Certo, se come band madre uno ha gli Hate Forest con tutto il loro bagaglio estetico presentato senza problemi negli spettacoli dal vivo, i dubbi sono pochi.
Resta che, musicalmente parlando, sono riusciti da sempre a ritagliarsi un posto tutto loro all'interno di una scena che troppo spesso assomiglia a se stessa. Quest'ultima The Eve, per esempio, calca la mano sulla melodia in maniera decisa, risultando estremamente orecchiabile e creando una convincente atmosfera melodica e sofferta che va di pari passo con le intenzioni del video (invero non molto riuscito: sembra un videogame).
Discutibili? Assolutamente. Meritevoli di ascolto? Anche. Approfondire, seppur in maniera criticamente distaccata – invece che voltare la testa dall'altra parte – può aiutare a capire meglio le cose che accadono nell'arte, nella politica, nel quotidiano. Poi ognuno tragga le proprie conclusioni, ma fingere che certi sentimenti non esistano non è solo stupido, è anche nocivo, comunque la si voglia girare.