Beethoven e il black metal.
Black Metal Ist Krieg cantava (si fa per dire) il buon Ash, alias René Wagner dei Nargaroth, nel 2001 per scagliarsi contro i poser che avevano ormai infestato quello che era nato come un piccolo culto per pochi. Un quarto di secolo dopo il genere è ormai sdoganato, non solo nella musica estrema ma anche nella pop culture, con mostre, film, documentari, libri e dozzine di band che cercano in qualche modo di cavalcare l'onda, mentre sono rimasti davvero in pochi a mantenere quella che era una prerogativa del genere: l'unicità della proposta.
Ecco allora che nel marasma di uscite, quella dei Beneath Moonlight spicca per originalità ed efficacia. Ritmi serrati e voce strappata alle corde vocali si scontrano e fondono qui con un pianoforte che segue una partitura quasi classica, ben distante dalle orchestrazioni canoniche tipiche del symphonic black metal, che regala al pezzo una freschezza barocca inaspettata.
Una proposta così genuina, appunto, che, se non lo si sapesse, si potrebbe prendere questa None Before God (e per esteso tutto l'EP) e metterla in mezzo ai debutti dei grandi nomi degli anni '90 segnalandola come una corrente a sé stante.
Vampireschi, misteriosi e affascinanti, i Beneath Moonlight sono la rivelazione estrema di questo inizio 2025.