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Wisp (feat. Distressor): Tomorrow
Cinquanta sfumature di blu

Wisp (feat. Distressor)
Tomorrow

| Lo leggi in 2 minuti

Nella nebbia, aspettando domani.

Rimbizzarritosi nei 90s con lo stesso fuoco di quelle vampate che hanno attraversato gli 80s, lo shoegaze – o meglio il nu gaze, tanto per distinguere due correnti ben diverse – pare aver catturato anche la nuova generazione.

Lo dimostrano dei bizzarri numeri sulla carta, ma che, nella realtà dei fatti, tanto bizzarri non sono, considerando come il mondo d'oggi viva di musica liquida e di social: si analizzino le esplosioni molto precoci di band come Glare e Julie, entrambe con milioni di ascolti su Spotify nonostante lo striminzito zaino discografico – i primi con una manciata di EP sparsi negli ultimi anni, i californiani con un album all'attivo e già con molto seguito prima ancora della sua pubblicazione.

Persone che si innamorano istantaneamente di quell'ineffabile onda distorta generata da chi si "guarda le scarpe", in un'epoca in cui determinate immagini e sonorità accalappiano pubblico grazie a una fruibilità estremamente semplificata.

Wisp si accoda ai bei nomi succitati, un ottimo EP (Pandora) e un numero spropositato di followers dietro a quel gracile angelo evanescente con il plettro ardente: stavolta non è sola, perché si lascia aiutare dai giovanissimi Distressor – l'amore sconsiderato per i Whirr mi pare palese, no? – in una Tomorrow che, piuttosto che tergiversare tra atmosfere lunghe e fumose, acquisisce tanta ariosità e una bella dose di vigoria sonora, quasi a voler affrontare da lontano il post-hardcore delicato e melodico di Second Harbour e Holding Absence.

Ecco, Tomorrow non è né un pezzo di Wisp con i Distressor, né un pezzo dei Distressor con Wisp: è un featuring perfetto, un amalgama che mantiene perfettamente in piano la bascula, partorendo un blend equilibrato e idilliaco di rock alternativo.

Carezze e schiaffoni, sorrisi accennati e lacrimucce malinconiche. Come tanto ci piace.

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