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Simple Minds: Your Name in Lights
I più forti però siamo noi, qui non serve mica essere in tanti

Simple Minds
Your Name in Lights

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No, tranquilli: è ormai impossibile dimenticarsi di voi.

Il problema delle vecchie glorie è stato già affrontato recentemente parlando del nuovo Peter Perrett, ma il discorso si può ampliare anche ai Cure, ai Motorpsycho, ai Mogwai, a Kim Gordon… insomma a chi dovrebbe starsene comodamente in poltrona con il plaid sulle gambe e invece sforna lavori eccellenti che spazzano via buona parte delle nuove proposte. Forse che queste ultime propriamente nuove non sono e basano il loro sound su qualcosa che già è stato fatto e scritto in passato? E se quel passato è ancora vivo e vegeto, perché barattarlo per un clone?

Nello specifico, cosa può spingere qualcuno a dare credito a un qualsiasi duo sconosciuto che scimmiotta il synth pop di classe anni Ottanta quando esce un nuovo singolo dei Simple Minds?

Your Name in Lights non è il capolavoro della band capitanata da Jim Kerr, sia chiaro, ma è la dimostrazione lampante di come, quando l'ispirazione ancora pompa come si deve e il mestiere è affinato, il risultato sia comunque ottimo. Ariosa, romantica, uplifting, è una canzone positiva e raggiante che trova nei dettagli degli arrangiamenti i suoi tesori nascosti.

Con tutta la buona volontà, togliere lo scettro ai Simple Minds nella loro nicchia sta diventando sempre più difficile: quando anche un brano come questo, pur non essendo né una nuova Don't You Forget about Me né una sorellina di Alive and Kicking, rapisce più di mille altre cose simili, è evidente che lo scarto ormai è troppo ampio.

simple minds jim kerr 

A proposito:

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