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Collezione autunno/inverno.

Unico, checché se ne dica, l’artista partenopeo che si cela dietro la nomea di Liberato da anni lascia tracce e parti di sé in Italia e all’estero. Le sue apparizioni avvengono puntualmente in date cruciali. Non è stata quindi una completa sorpresa ritrovarsi, l'ultimo giorno dell'anno, diversi video e tre linee sui diversi siti di streaming. Ma tutto comincia un paio di mesi prima, a novembre.

Novembre infatti è l’ennesima particola, la rosa ormai emblema del musicista tenuta davanti a una figura velata, si direbbe una ragazza. E in effetti il brano sa di canzone d’amore: c’è il contatto, la dedica, la chiamata, il rammarico, il perdersi dentro alla pioggia. La pioggia di novembre, appunto. Fattore meteorologico notissimo e prodromo di ispirazione per svariati artisti (ripescando dal passato i Guns N'Roses, ma anche Vinicio Capossela e Wayne della Dark Polo Gang, per citarne un altro paio).

Il risultato è un suono urbano e malinconico, un dialetto che ormai risuona come miele nelle orecchie e sembra essere il colore perfetto per una poetica mascherata da una parte, ma apertissima e plateale dall’altra. Liberato canta dell’amore e si strugge, lo fa senza remore e con i ritmi accettabili, amati e idonei a creare un’aura di fascinazione e mania.

Novembre è un singolo praticamente perfetto, già ci si immagina il lungomare a Mergellina, il bomber e il cappuccio: le braccia rivolte verso il mare, verso l’ennesima sirena persa fra le onde, una città alle spalle a farsi di gomito e a muoversi all’unisono, per l’ennesima volta… liberata.

liberato 

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