Lunga vita al Re di quadri.
Non sempre ciò di cui abbiamo davvero bisogno è palese ai nostri occhi. Eppure nella sorpresa spesso si cela la certezza di ciò che non veniva considerato, ma che in realtà avrebbe soddisfatto i nostri desideri. Ecco dunque che la fino a poco tempo fa impensabile accoppiata vocale tra King Diamond e Myrkur diventa l'inatteso matrimonio artistico perfetto.
D'altra parte solo un folle può credere che la pur splendidamente mantenuta ugola del diavoletto danese potesse ancora raggiungere i suoi acuti lancinanti a sessantotto anni: serve una mano, e dunque – in barba alla modernità fatta di autotune e basi preregistrate – si fa alla vecchia maniera, con backing vocals in carne e ossa sia in studio che dal vivo.
Il primo parto di questa neonata lineup dei King Diamond è Spider Lilly, ovvero quanto di più ovvio, scontato e proprio per questo unico ci si potesse aspettare dal Re di quadri: nulla di nuovo sotto il sole, ma tremendamente figo e fatto da dio, ovvero il meglio che il Nostro potesse regalare oggi ai propri fan attempati e non. Riff assassino, linee vocali sinistre, stacco melodico centrale, gran finale a effetto che lascia in sospensione.
Se i più giovani troveranno affinità con i Ghost più duri, è perché (va ricordato) sia i Mercyful Fate sia i King Diamond sono stati le fonti primarie alla quale si è abbeverato il buon Tobias Forge in fase di composizione. Nulla di male, ma – come spesso accade – i maestri rimangono tali pur se spesso gli allievi li superano (perlomeno a livello di numeri).
Bentornato Re, benvenuta Reginetta.
king diamond myrkur amalie bruun kim bendix petersen king diamond (feat. myrkur)