Dall’Abruzzo con furore.
La base profonda e super classica, qualche campione evocativo, un cavo e un microfono. Pochi e semplici concetti, da mandare a memoria per futura necessità.
Ne è passata un bel po'di acqua sotto i ponti, dai momenti di luce di C.U.B.A. Cabbal, che nell’immaginario collettivo è ancora stagliato con Lou X. Oggi, da solista, per il ritorno dopo l’album dello scorso anno decide di fare le cose con calma e per bene, tra sacro e propano.
Fuori dal giro, fuori dal trend, con un'eleganza del tutto personale («col trucco sbavato mannaggia Christian Dior / c’ho la tuta da un mese firmata Belfagor»), ma con stile a pacchi. Vero, onesto, rime come i pugni nelle mani di Rocchio, porta avanti un concetto di vecchia scuola massiccia e pesante, lontanissima dagli standard odierni eppure necessaria a capire che c’è tutto uno scibile nel mondo rap e che le radici sono importanti.
Anche questo è rap de core, de panza e de sostanza. Da Pescara C.U.B.A Cabbal (coadiuvato da Doc Ketamer ai piatti) ce lo ricorda forte e rimane presente, diretto, tosto.
lou x c.u.b.a. cabbal doc ketamer doc ketamer & c.u.b.a. cabbal