A scuola di ballo rap.
Riferimenti old school, suonini lucidi a cura dell'impeccabile Sala, rime tagliate con il bisturi da Diss Gacha, un coretto che lo insegue.
Ci sono gli States, la Sardegna, il Messico, il ballo e la pizza, Kanye West e le sorelle Jenner, Notorious B.I.G. e Tupac Shakur. Interi universi che servono soltanto come stimoli, come punti su un'enorme mappa sulla quale il rapper semplicemente balla. Le sue movenze al microfono sono come quelle delle dieci ballerine che magicamente guida e le parole tappate perdono senso diventando puro suono e riapparendo così, magicamente, come i funghetti di Super Mario.
Non bisogna opporre resistenza, ma godersi il suono della lingua sul palato di Gabriele Pastero, un passato da Pizza Express e un presente scintillante, più che roseo. Conoscenza del passato, dominio sul presente, il futuro in mano? Piano, piano, ma di certo quel che stanno facendo vedere Diss Gacha e il fido Sala, in un mondo rap che si è incatenato per bene nel mondo pop e nelle frequenze radiofoniche, non può essere ignorato. Nemmeno troppo analizzato, giusto vissuto e ballato, come il ritmo ha sempre fatto. Si parla di tecnica e forma, ma lo si fa con sostanza, ottenendo ciò per cui si è lavorato, confezionando un singolo praticamente perfetto.
Noi seguiamo il groove e proveremo ad alzarci sulle punte per capire fino a dove potrà arrivare. Ta-ta-ta-ta-ta-ta. Diss Gacha.