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Crush of Souls: Cult of Two
Più disco di così!
| Lo leggi in 1 minuti

Charles Rowell in veste suadente e romanticamente elettrogena.

Difficile non fidarsi della Avant! Records, vero e proprio pusher affidabile in quanto a chicche post-punk e da dancefloor.

Qui si risveglia il leone Charles Rowell nella sua ultima incarnazione, quei Crush of Souls che, coerentemente al loro nome, riescono ancora una volta a far vibrare le nostre pareti interiori: suadenti, sexy ed eleganti, con il minimo movimento del baricentro e il sangue che ribolle a temperatura corretta. Non un salto di più, non una moina, il cocktail va servito ghiacciato, ma senza eccedere nelle dosi. Solo così sarà perfetto e sembrerà uscito da quell'armadio anni '80 che per alcuni è gioventù e per altri lacrimevole fantasia.

Un ragazzo innamorato sotto le luci al neon, una ragazza e una discoteca, il sentirsi in qualche modo affini nella diversità globale: «We were two of a kind / With a love not yet defined / I was thinking that I would be lost / But now I think you’re right / A world of fear is / Swimming in our ears / Can’t go back even if we / Stay the same».

Una notte che potrebbe non finire mai, una storia vecchia come il mondo, una musica che potrebbe durare per sempre, come l'amore, come la perdita, come il rimpianto e come l'orgoglio. Cult of Two, solo noi.

crush of souls charle rowell 

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