Un racconto intimo.
Innanzitutto c’è la voce, sporca eppure nitida, profondissima da arrivare dentro alle viscere. Poi c’è l’intenzione, crescente, vibrante, appassionata e coinvolgente. Infine, c’è la strada attraverso cui si arriva al cuore pulsante del brano, con la voce di Celeste che si muove dapprima con il solo supporto della chitarra ritmica e sostenuta poi da un caldo giro di basso in un gioco di pieni e vuoti che conduce a un climax irruente.
Dentro Everyday c’è il dolore dell’abbandono, raccontato mediante un flusso di coscienza intimo, passionale ed estremamente realistico. Svelando la genesi di questa canzone, la cantante britannica ha spiegato di averne sentito in testa la melodia mentre si trovava su una pista da ballo, tanto da dover scappare nell'area fumatori per registrarne un abbozzo con lo smartphone. Un altro tassello che chiarisce, almeno in parte, il mood particolarmente istintivo del pezzo.
Dopo il successo di Not your Muse e la partecipazione alla colonna sonora di The Trial of the Chicago 7, la stella di Celeste sembra ora brillare ancora più forte, esplorando un registro più personale: l'impressione è che dopo aver mostrato le proprie potenzialità rivolgendosi a un pubblico più generalista, ora possa esserci spazio per sperimentare esprimendo tutta la sua qualità artistica al servizio di nuove idee.