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Big'N: Arkansas Death Cult
Affacciati alla finestra, amore mio
| Lo leggi in 1 minuti

Brutta gente, teschi e cartoon.

Chi se li ricordava i Big'N? Il loro ultimo album è una delle prove della bontà dell’invecchiamento del noise e Arkansas Death Cult è un mid tempo che non fa prigionieri, dritto verso il baratro al pari di un tombino aperto che inghiotte la bicicletta. Brutti e dannosi come il fumo delle sigarette in una perenne distesa periferica dove tutti sono ormai fottuti, pronti per essere inscatolati in bare una a fianco dell’altra al camposanto.

La colonna sonora non può che essere disperata e distante, con una violenza che in realtà non parte mai, anch’essa bloccata su un panorama sociale ormai incolmabile. Sembrano degli anni '50 in cui la storia ha preso una via ancor più errata e i colpi di ritmo, le urla e l’incedere dei Big’N non fa che spingere il tutto in un macero grasso e unto, arrivando e andandosene su un filo di suono che pare quello di un vecchio sceneggiato.

Chissà chi ci sta guardando, del resto la perdizione umana è sempre stata messa in prima serata e la musica qui è di quelle più adatte: panem, circenses et rumorem.

big'n 

A proposito:

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