Il passato è il futuro.
Non è dato sapere se l'estemporanea esibizione dei Rema-Rema – l'anno scorso al SEEYOUSOUND Film Festival di Torino in occasione della presentazione del documentario What You Could Not Visualize – abbia in qualche modo influito sulla reunion dei leggendari Wolfgang Press. Ma insomma, poco importa. Ciò che conta è che sono tornati, e in grande spolvero!
La band – nata dall'unione delle ceneri dei sopracitati Rema-Rema, dai Mass e dagli In Camera – è stata attiva originariamente dal 1983 al 1995, e pur avendo perso un membro originario (Mark Cox, sostituito da Stephen Gray, fratello dell'altro TWP Andrew, che con Michael Allen forma il nucleo del gruppo), decide che è ora di rimettersi in gioco con un album incredibile di cui questa Sad Surfer rappresenta una delle gemme più brillanti.
Come suona? Semplicemente diversa rispetto a qualsiasi altra cosa uno possa trovare attualmente nelle nuove uscite discografiche. Allo stesso modo di Dig a Hole (da Standing Up Straight del 1986) risulta futuristica in maniera rétro, qualcosa di davvero fuori dal tempo: una ricerca sonora a sé stante in continuo movimento, ma che segue una traiettoria assolutamente personale e difficilmente catalogabile. Impossibile non rimanere affascinati dal trip lisergico di questi cinque eterni minuti, capaci di far realmente spegnere il cervello lasciando attivi solo i neuroni ricettivi della bellezza analogica.
Probabilmente a un ventenne di oggi 'sta roba farà sbadigliare, dato che non ci sono colpi di scena clamorosi, ma per tutti coloro hanno amato certe sonorità, il ritorno dei TWP è la cosa migliore che potesse accadere in questo ultimo scorcio dell'anno.