Facce conosciute che quando decidono di suonare e basta sanno ancora il fatto loro.
Emmett Kelly, Stephen Malkmus, Matt Sweeney, Jim White. Gente che qualche centimetro sui nostri mobili a suon di dischi se l'è preso, fra Chavez, Pavement, Dirty Three e Cairo Gang. Insieme, in uno splendido video in bianco e nero che sembra uscito dagli anni '90, ci accompagnano dentro un brano basato sui loro impasti vocali, sul romanticismo e sull’enfasi di gente che sa giocare con leggerezza.
Sweeney parte di chitarra in solo ed è uno spettacolo, White e Malkmus ornano a sezione ritmica e Kelly tira fuori dalle tasche del giacchino una voce esile, acuta e bellissima. Sembrano la classica band da bar di periferia, quelli che a un certo punto avrebbero rischiato anche di farcela, non fosse stato per quel contrattempo, per la famosa fregatura o semplicemente per sfiga. Quelli che alla fine invece te li ritrovi in un qualsiasi (praticamente ogni) venerdì sera.
Ma poi, ascoltandola take dopo take, questa Our Hometown Boy dei ribattezzati The Hard Quartet cresce sempre di più e a salire non è la rabbia, piuttosto la sensazione di poter ancora dire la propria, con il sentore di non aver più nulla da perdere e la capacità di usare i trucchetti più logori.
Una palla sporca, di quelle che vanno subito in base. Bel tiro, per il nostro ragazzo di paese.
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