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Squid: Crispy Skin
Deve essere questa la vista delle formiche
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Tenera è la carne, fragile è la coscienza.

Eclettici e tentacolari – come il nome ci suggerisce – gli Squid sono (a mani basse) la migliore tra le numerose realtà nate dalla fecondazione crank wave nel territorio della ridente Brighton. Un po'per la loro lucida follia di fondo, un po'per la loro visione "superiore" degli incastri sonori, Ollie Judge e compañeros ci hanno trascinato nel loro vorticoso mondo grazie ad ardite edificazioni di strambi incastri atmosferici, come architetti (molto fuori dal comune) di inquietudine e tensione: abbiamo iniziato a percepirlo con Pamphlets, finendo, poi, per rimanere ingabbiati nella matassa crescente di Swing (in a Dream). Manco il tempo di rialzarci che Crispy Skin, primo singolo dell'attesissimo terzogenito Cowards, in uscita nel 2025, ci acchiappa e ci ingloba nel suo cammino conturbante.

Il ritorno in studio degli Squid è un manifesto di timore innato, di occhi che sbattono rapidamente per capire se ciò che si vede sia reale o meno: una storia di cannibalismo, cangiante con il Leitmotiv del disco – il male e storie su di esso – veicolata non dai soliti ghirigori stralunati che si intrecciano come autostrade di una metropoli fin troppo affollata, bensì da un pianoforte che saltella solare, accompagna chitarre nervose, ma limpide nel dialogo, fin troppo considerando la corporatura simil-post-punk delle quattro corde: grosse, prorompenti, quasi spaventose per la loro esuberanza.

È su questo corridoio di suoni in costruzione, di serene melodie a spasso su un filo sottile di turbamento, di contrasti flebili e minacciosi, che Ollie si muove vocalmente, al limite tra curiosità e paura: è questo, difatti, il bivio che Crispy Skin ci illustra, capire cosa sia l'orrido e cosa l'accettabile, il provare a vedere, con le pupille di chi vive in una società distopica, i meccanismi che la regolano. È possibile osservare il tutto con occhio critico? Si può avere la lucidità di puntare il dito contro l'immorale se la coscienza si è formata all'interno di tale circo sanguinolento?

Una riflessione sulla precocità del giudizio e su di una società che divora cervelli, raccontata con maestria da musicisti che si fa fatica a non definire geniali. Crispy Skin, d'altronde, lascia con un senso di alienazione veramente forte: emozione che non tutti riescono ad attivare.

squid ollie judge 

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