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Populous (feat. Elasi & Machweo): Objetos enterrados
Io sono il mio pubblico
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Alla scoperta di veri e propri tesori che potrebbero cambiare tutto quanto.

Populous ha sempre avuto un preciso e personale indirizzo stilistico. Mutato e cambiato negli anni, ok, ma è sempre e comunque stato lui che, in fondo, altro non ha fatto che seguire il corso del pianeta al ritmo di un suo personale riscaldamento globale misto a una tropicalizzazione delle zone temperate. Infatti, la sua perfetta acclimatazione nei suoni più latini non può essere un caso.

Qui, insieme a Elasi e Machweo, entra il limitare delle foreste, mantenendo dritta la rotta e il beat, aggiustando in corso giusto qualche grado di navigazione, qualche suono, alla ricerca di quanto nascosto. Il loro non è un vagare, ma un ballare attorno agli alberi, per entrare in connessione con un contesto e per convivere con natura, flora e fauna. Lo diceva Mort Garson con Mother Earth's Plantasia, lo ha ribadito Davide Amici con Lights in the Pond, e implicitamente sembrano dirlo anche Populous e la sua ciurma.

Scritta e prodotta con Rocco Rampino (a.k.a. Congorock) per la nuova etichetta personale di Populous, Latinambient, promette di essere la prima di molte altre storie, partite dal Salento verso la Germania e poi sempre più lontano, nel Sud del mondo, al caldo, dove le gocce di sudore e di umidità disegnano melodie inedite sui pentagrammi e ci immaginiamo i Nostri. Noi con lui, novelli Fitzcarraldo, ad attraversare territori nuovi per portare il suono ovunque.

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