Synth-punk, risse e giacconi neri.
Francesi, un videoclip dove una partita di hockey su VHS si trasforma velocemente nella sagra delle risse. Sotto, loro: brutti, sporchi, cattivi e marci. Le urla disperate, la batteria elettronica, il sentirsi nell’ennesimo scantinato dal quale nessuno di noi uscirà, a vomitare letteralmente il nostro malessere su una traccia, per aprirla poi con suoni spaziali che sembrano essere stati rubati a una sala giochi arcade.
Nulla di nuovo sotto il sole, ma un’onestà nuda e cruda, che in qualche modo ci fa capire che qualche botta sul ghiaccio se la siano presa e che quando avranno intenzione di fare sul serio toccherà stare all’occhio, che qui siamo nel campo dell’Oi! più fantascientifico e il paragone messo in atto da Avant Records, vera e propria garanzia nel campo, che chiama in causa nomi come New Order e 4-Skins, apre e chiude letteralmente il discorso.
I No Filter hanno iniziato a cantare in inglese, passando alla lingua natia quando hanno capito di poter dare quel quid in più alla loro furia. Mai scelta fu più azzeccata, visto che hanno portato subito in piazza un paio di brani (questo è il loro secondo singolo dopo il precedente Baston Générale) irresistibili per gamba e polmoni.
«On ira les regarder très bien les gars»… da subito irrinunciabili, senza filtro, come le migliori canzoni di una volta.