Indietro verso il futuro.
La produzione musicale e discografica dei Motorpsycho è così ampia e multiforme che scrivere di ogni loro nuova uscita richiederebbe una serie di premesse a cui è impossibile far fronte. È sufficiente tuttavia affermare che se il livello della loro ispirazione è sempre molto alto, lo stesso si può dire della spensieratezza con la quale riescono ogni volta a cambiare registro, e passare dalla sperimentazione a sonorità che rientrano nei canoni di un rock più classico, passando per tutte le sfumature intermedie, compresi i non così rari salti in generi musicali apparentemente distanti.
Core Memory Corrupt appartiene alla categoria dei brani che, usate le opportune virgolette, può definirsi standard senza tuttavia risultare banale, specie se si considera che, dopo trentacinque anni di carriera e un numero di album che si avvicina ai trenta, la band norvegese sembra essere alla guida di un mezzo in grado di raggiungere qualsiasi velocità, adattarsi a ogni superficie e del quale ha un perfetto controllo.
Qui ci si basa su un riff semplice da cui si sviluppa un brano solare e ricco di energia che non perde mai di intensità: il tema, come da titolo, è quello della memoria, nel faticoso equilibrio tra la necessità di guardare al futuro e l’impulso di riavvolgere il nastro, di trovare conforto nei ricordi. Un senso di déjà-vu che è insito nella struttura stessa della canzone: ci ricorda qualcosa di familiare, ma appartiene al presente e ci meraviglia nei suoi passaggi più inaspettati.