Scalinata per gli inferi.
Il problema di Justin Broadrick è che qualsiasi cosa tocca diventa nella maggior parte dei casi oro, e quando va male argento. È quasi prevedibile in questo, no? Viene da chiedersi come sia possibile per un essere umano contenere tutto questo talento e soprattutto riuscire a mantenerlo intatto per una vita intera.
In questo caso poi la situazione è amplificata: la sua comparsata è su un brano dei Full of Hell (tra le migliori band estreme del panorama odierno) in collaborazione con Andrew Nolan, e il discorso si potrebbe chiudere qui. Perché Sphere of Saturn è una discesa lenta e dolorosa negli abissi più oscuri della psiche umana, un viaggio senza ritorno per arrivare alla fine e rendersi conto che una fine, intesa come sollievo ultimo dalle sofferenze, non c'è. Il fatto è che a prendere un paio di sampler e vomitare in un microfono spacciando il tutto come industrial sono capaci tutti, ma di bisturi così precisi e letali che vanno a recidere i nervi delle nostre coscienze ce ne sono ben pochi.
L'unica nota dolente è il senso di vuoto che si prova alla fine del brano: questa collaborazione meriterebbe ben più che un singolo, ci vorrebbe un album a spazzare via definitivamente centinaia di uscite inutili e vuote che infestano da anni la scena industriale estrema su più livelli. Non resta che leccarsi le ferite e schiacciare nuovamente PLAY.
full of hell andrew nolan justin broadrick full of hell & andrew nolan (feat. justin broadrick)