Seduta al centro del vagone, per riprendere il discorso da dove lo aveva lasciato.
Una bava di chitarra, una voce che si fa via via più eterea e calda, un brano che inizia come se fosse un racconto freddo ed evocativo su uno sconosciuto in treno. Poi però sembra che arrivi il sole e tutto si trasforma in uno specchio folk, lasciando una contrapposizione fra chiaroscuri, quasi come l’andirivieni delle gallerie sulla linea ferroviaria.
Hold On. Si sente affetto, languore, il raggiungere insieme le stelle, il poter far qualsiasi cosa se sostenuti dal giusto ritmo. Edith Frost si dimostra capace di riaccendere i ricordi facendoci emozionare con pochi elementi, immagini e temperature che cambiano in un bellissimo brano.
Chissà che il suo imminente album riesca a trasportarci ancor più lontano? Si chiamerà In Space e il titolo sembra programmatico. Quel che è certo è che una guida con la sicurezza e il fascino di Edith non è assolutamente da sottovalutare. Anzi, conviene acquistare i biglietti prima che i posti a sedere si esauriscano, perché il treno per le stelle sta per partire di nuovo.