Non morire mai.
La storia dei Death SS è piena di misteri e leggende, di fantasia che si mescola alla perfezione con la realtà diventando un'entità a sé stante.
Difficile dunque parlare del loro nuovo singolo senza tener conto dell'alone purpureo che da sempre circonda la creatura di Steve Sylvester, eppure sembra che – volontariamente o meno – la recente reunion della formazione di In Death of... in occasione del Metalitalia Festival abbia influenzato la stesura di questa Dr Jeckill & Sister Hyde, quasi una rivisitazione in chiave moderna del sound classico, che rende il singolo particolarmente accattivante sia per la vecchia guardia sia per i nuovi adepti al culto. O forse è stato un caso? Magari un sortilegio: meglio non indagare troppo, no?
A prescindere dai gusti personali, il fatto stesso che i Death SS siano ancora vivi e vegeti è la dimostrazione di quanto la caparbietà e la tenacia facciano davvero la differenza: Dopo quarantasette anni (!!!) sono ancora lì, su un palco, a insegnare come si fanno certe cose.
Senza nulla togliere alle figure che nel corso della carriera lo hanno affiancato, il merito di tutto questo è soprattutto di Stefano, un uomo che – in barba a critiche e commenti superficiali da bar – ha continuato per tutta la vita ad abbracciare una visione e un sogno, accompagnando per mano tutti coloro che si sono lasciati affascinare dal suo mondo. Giù il cappello e su il volume.