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Ash Code: Nostalgia
Nostalgia, portaci via
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Il post-punk italiano che guarda al passato per arricchire il presente.

La nostalgia è un crimine? Il punto di domanda in fondo alla frase gli Ash Code non ce lo mettono. Per loro è un'affermazione. Di sicuro c'è un mondo che è sempre più preda della nostalgia per un passato pop-culturale: una specie di età dell'oro che inizia ai funerali del punk, sul finire degli anni '70 e si arena verso il 1989, con la caduta del muro di Berlino. Gli anni '80 regnano nelle serie televisive e nelle hit più commerciali, il pubblico se ne abbuffa e plaude, ma c'è una frangia sempre più spessa di progressisti che criticano questa compiaciuta libagione di sogni passatisti.

Un gruppo come gli Ash Code sembra invece proprio frutto della nostalgia. Il fenomeno emotivo però è diffuso anche in chi, per ragioni anagrafiche, certe epoche non può averle di certo vissute. Quindi ecco il sentimento nostalgico che possiede pure le persone di un altro tempo: avvertono la mancanza di una vita mai esistita per loro. Ma cosa c'è di così nocivo e ingannevole in un'attitudine del genere? Guardare indietro è tanto sbagliato? Non se lo si fa per trarne ispirazione. In fondo cosa ci dice tutto questo bisogno di anni '80? Che nella realtà di oggi e nel futuro, necessitiamo di quella spensieratezza, di quella vacua allegria e di aggrapparci ancora una volta alla tecnologia per esprimerci e, senza paura, di andare a letto con Terminator.

Da una parte la nostalgia è un errore se la si pratica non pensando al futuro, ma bisogna ricordare che in certi periodi storici del passato, la visione umana del mondo non era fatta di previsioni, era un costante ricordare il vecchio. E i ricordi erano usati per decidere come affrontare il presente. Prevedere oltre era inutile, impossibile. Gli Ash Code in questo brano – che sembra riemerso da qualche anfratto britannico del 1982 ed è stato invece concepito a Napoli – si camuffano da qualcosa che con l'Italia a suo tempo ha generato commistioni talvolta stridenti, mai così mimetiche, e nei panni del colpevole gridano la propria innocenza.

ash code 

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