Dalle case infestate alla stanza del pianto: la metamorfosi della signora Warren.
The Yagas è stato presentato come il progetto metal di Vera Farmiga, nota al pubblico per essere l'interprete nei film di James Wan (il franchise di The Conjuring, per intenderci) del personaggio di Lorraine Warren, la famosa esperta di fenomeni paranormali che, in coppia con il marito Edward, ha intrattenuto l'America in diverse imprese al confine tra questo e altri mondi.
Il primo assaggio dell'avventura heavy della signora Farmiga però comincia in modo piuttosto soft, con il singolo The Crying Room. Brano che parte languido, con un fraseggio alla Cure dei primi anni '90. Via via esplode in un ruggito di chitarre compresse alla Lacuna Coil, ma senza che la voce trasversale e sulfurea della Farmiga ne venga risucchiata. Un pezzo che guadagna valore nei ripetuti ascolti, soprattutto per via di una struttura che sale e sale e poi plana e dissolve senza mai esplodere completamente, offrendo all'ascoltatore un senso da "prossimamente…" che lo spinge, in assenza di altro, a tornare a setacciarne le linee melodiche, alla ricerca di un indizio che gli sveli un miraggio parossistico.
La voce di Vera è da occultista rock pura: melliflua, etera e sfuggente, come quella di Chelsea Wolfe e di molte piccole sacerdotesse paniche dell'underground metal più esoterico (una su tutte: Sophie Day degli Alunah).
La conclusione del tutto è una specie di alba sospesa su voci lontane e riverberi autunnali. La batteria riprende a zoppicare verso la zona in ombra del nostro cervello. E si spinge ancora una volta nella stanza delle lacrime.