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The Black Dahlia Murder: Utopia Black
Boscaioli metal

The Black Dahlia Murder
Utopia Black

| Lo leggi in 2 minuti

Ruggire bombardandoci di catarro e pessime visioni.

Ci sono band che girano da così tanti anni e ancora sembrano non aver cominciato. I Black Dahlia Murder in alcuni contesti – come per esempi certi siti "autorevoli" del settore, tipo Metal Sucks – vengono trattati come dei big che non devono più dimostrare nulla. E in effetti hanno un curriculum di oltre dieci album e una carriera che è iniziata con le Torri Gemelle e ancora prosegue, ma senza aver mai suscitato, almeno dalle parti di chi scrive, un'increspatura sul piattume odierno del metallo americano. Nonostante questo, dopo la morte del vocalist Trevor Strnad, la prospettiva che fosse finita, ha suscitato un senso di nostalgia e di affetto per questi ragazzi fuori forma e con le infradito ai piedi.

Il gruppo non ha pensato di chiuderla lì, risolvendo il problema del rimpiazzo senza uscire di casa. Il chitarrista Brian Eschbach è passato al microfono – tanto è pacioccone, panciotto e barbosetto come il compianto Trevor; inoltre l'ascesso laringo-esistenziale mantiene la stessa intensa e sciropposa cancrena bolo-espettorante.

Con Black Utopia non siamo davanti a un miracolo. Parliamo sempre del solito brano di tre-quattro minuti, che è un mix di metal estremo, parti thrash, vocione growlesco patinato al punto di non infastidire nemmeno mia nonna e un'attitudine alla "vaffanculo tutto datemi una birra e una.38" che ci arriva dagli U.S.A. da troppo tempo e ormai non impressiona più. Eppure una volta finita questa piccola riproduzione di una strage in una caffetteria alle otto di mattino, si ha voglia di tornare indietro e rilanciarla nell'etere. Bello riavere i Black Dahlia, dai.

Il bel solo nel mezzo, con fraseggio in stile Trivium, aggiunge un po'di aria buona al randellamento costante delle chitarre. La struttura spiraliforme del riff si incaglia in una coltre nebbiosa di strani accordi arpeggiati, mentre un fruscio emerge dalle fogne e ci lascia storditi. Questo è il dinamismo di cui abbiamo bisogno. Il gruppo è tornato annusando la strada buona. Spero la imbocchi deciso ancora e ancora.

the black dahlia murder 

A proposito:

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