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Tacobellas: Gay Bar
Modena rulez!
| Lo leggi in 1 minuti

La libertà di suonare con le ciabatte.

Tacobellas: musica arrembante e ronzante la loro, quel non so che di ispanico come un peperoncino sul punto di passare alla fase calda della scala di Scoville (a braccio diremmo un Pequin Pepper dalla zona di Tabasco in Messico) per apparecchiare. È pronto! «Tacos, tostadas, chalupas, gordita, burritos, tamales». Il tutto nella verde campagna modenese con un carrello della spesa, un materassino e un dinosauro gonfiabile, pellicciotti, occhialazzi e bermuda con i calzini di spugna d’ordinanza.

Il loro proto-rock’n’roll stoner allo stato brado ha avuto pochissimi rivali lo scorso anno, quando, con la loro freschezza e personalità, hanno sbaragliato la concorrenza. Nel caso, malaugurato, vi foste persi BOOBSBUMPS, il loro ultimo e formidabile album, cercate di recuperarlo a ogni costo. Non in qualche negozio di dischi, con il rischio di vedervi rimbalzare per la fornitura di qualche carne da macello da talent, ma dal vivo! Ordinate un cocktail che non conoscete (il più colorato di tutti), un hot dog super piccante, consumate e fate fermentare. Poi gettatevi nella loro mischia musicale, passando probabilmente i quarantacinque minuti migliori degli ultimi mesi.

Al termine, disco al banchetto, saluti, ruttino nascosto e di corsa nella notte, cantando a squarciagola. Come dice il carrello della spesa nel video: «Tacobellas: freschezza, qualità e convenienza».

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