Svizzera e Marocco: combo letale.
In studio con la produttrice Leïla Koumiya, Sami Galbi si china in una danza tormentata che racconta della dilaniante situazione mediorientale tra solitudine, rabbia e diaspore. Gli ingredienti utilizzati sono quelli della musica moderna nordafricana mixati a un suono electro che non fa prigionieri e ci lascia sul passo pronti a muoverci.
Che sia danza, azione, ascolto, espressione culturale, musicale o di resistenza, questo è esattamente il carburante del quale abbiamo bisogno e Sami è la miccia, colui che fa scuotere i corpi e muoversi in sincrono, ondeggiando le teste come in una marcia silenziosa.
Kiss è un singolo perfetto, sporco il giusto, la voce sparata direttamente nell’ipotalamo e questi suoni che letteralmente profumano: intensità e disperazione a braccetto e l’impossibilità di rimanere fermi.
La musica è sempre in grado di sorprenderci e di prendere strade nuove per comunicare con noi, e credeteci, non c'è difesa a tutto questo. Per il resto, solo baci, come diceva Prince.