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Mogwai: God Gets You Back
Gli scozzesi, in effetti, non hanno mai brillato per l'abbigliamento
| Lo leggi in 2 minuti

I Mogwai ti riportano sempre indietro.

Mogwai gets you back. Ogni volta. È infatti così che i post-rocker scozzesi ti fanno sentire, ogni volta che presentano una nuova uscita, soprattutto se anticipatrice di un album o – come in questo caso – di un bel tour succulento (a cui sarà difficile dire di no). Pur con qualche lavoro forse non all'altezza della situazione, almeno per tutta la durata dell'album, i Mogwai restano dei capisaldi a cui appigliarsi e da cui trarre eterno entusiasmo. Una di quelle formazioni che ti fa sentire a casa, ecco.

Qui il video sembra un po'uno dei modi più forzati per "mostrare" quello che in realtà la musica degli scozzesi ha saputo fare benissimo senza immagini. Ed è così che ci piace pensare a questa canzone. A meno che, naturalmente, non si tratti di immagini a cui la loro musica ha fatto riferimento specifico (impossibile non aprire la mirabile parentesi della serie televisiva Les Revenants).

La voce di Stuart Braithwaite è entrata a far parte di un immaginario strumentale ormai evolutosi in qualcosa di cangiante, pur mantenendo certamente la sua originale capacità specifica. In un genere così ricco di cloni, fotocopie e rivisitazioni, i Mogwai riescono sempre a essere identificabili: vuoi per la storia che hanno contribuito a plasmare, vuoi perché sono arrivati prima, vuoi per la qualità effettiva del loro operato. God Gets You Back ce lo ricorda. E a noi va ancora bene così.

Intanto il documentario sulla loro storia è stato presentato al South by Southwest (SXSW) di Austin, in Texas. Si intitola If the Stars Had a Sound, è diretto da Antony Crook e sembra un buon modo per ricordarsi (o riscoprire) una delle formazioni pilastro per quello che generalmente viene indicato con il termine di "post-rock".

mogwai 

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