Once a punk, always a punk.
Si può essere delle punk pop star anche se non si riempiono gli I-Days? Certo che sì, basta abbassare le aspettative e godersi al cento per cento quello che si ha. Chiedetelo ai Melt, che a cavallo tra i due millenni riempivano i club, le piazze e i festival di tutto il Veneto (e non solo) con estrema facilità. Poi, come spesso accade, subentra altro: cambiano le mode, cambiano i musicisti, cambiano le priorità: chi arranca alla ricerca di una stabilità economica necessaria nel post laurea, chi mette su famiglia, chi si dedica semplicemente ad altro.
Eppure, nonostante gli anni passati, quelli che stavano sotto il palco continuano a ricordarli con affetto, ed ecco allora che (con qualche capello in meno e un paio di chili in più) il trio si rimette assieme nel 2023 per una serie di date che fanno la gioia sia di chi all'epoca c'era, sia di quelli che per questioni prettamente anagrafiche se li erano persi. Naturale quindi ricominciare da dove ci si era fermati: poche ciance e i Nostri buttano fuori un singolo nuovo di pacca, che sembra letteralmente uscito da un cassetto dimenticato di vent'anni fa.
Chiusi fuori a livello musicale ha il loro tipico tiro, ma la differenza rispetto al "prima" sta nelle liriche: non sono più dirette ai giovani uomini che saranno, ma agli adulti che sono, con tutte le loro contraddizioni e delusioni, outsider forse un po'troppo cresciuti ma ben coscienti che anche volendo un cerchio non può diventare un quadrato.
Un gradito ritorno per un piccolo culto che in fondo in fondo non se n'era mai andato, aveva solo avuto qualcosina da fare.