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Bon Iver: S P E Y S I D E
Finalmente un po' di riposo
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Tornare a ricordarsi di Emma.

È ancora un po'presto per augurare propriamente un bon hiver ai nostri lettori musicofili, ma le lancette dell'aujourd'hui scorrono ancora più inesorabili: così sembra in questi tempi dove l'usa e getta intercorre in spot sempre più brevi. Eppure il passato – e una sua malinconica forma bonaria – assume in questo modo un grande senso, in un rewind così dilatato e dunque così lontano. Un forever ago, si potrebbe dire.

«Nulla è realmente andato come pensavo», ammette Justin Vernon alias Bon Iver in S P E Y S I D E, il primo singolo estratto dal prossimo EP SABLE,. Un eufemismo, forse, considerando l’attuale posizione di Vernon: gran visir di tutti gli hipster, vincitore di Grammy, headliner di festival, co-sceneggiatore di Taylor Swift, sostenitore del raduno dei candidati presidenziali. Tutto è andato bene, compreso il buon riscontro che gli ultimi più sperimentali lavori (i,i e 22, A Million) avevano ricevuto all'interno di una carriera costellata di soddisfazioni.

Ma S P E Y S I D E – che contiene poco più della sempre suadente voce e della chitarra acustica di Vernon, insieme a qualche sobrio rintocco di viola – non perde nulla del potere tipico del suo cantore, anche proprio grazie alla sua dolce semplicità. È una canzone per scusarsi – ci piace pensare – e per ricordarsi di un passato che aveva in For Emma, Forever Ago il suo punto di partenza più importante. «Amico, mi dispiace così tanto», canta verso la fine: una delle battute più schiette e disadorne della sua carriera, in una canzone che è tuttavia tra le sue più sentite.

Quello che brilla in questa piccola rêverie specifica è luminoso non tanto per via di un cast di collaboratori o per la lussureggiante orchestrazione o la sperimentazione elettronica che Vernon ha favorito negli ultimi tempi, ma per per come ci ricorda quanto poco gli serva per evocare un tipo specifico di malinconia che, negli anni, lui stesso ha contribuito a plasmare con la sua musica.

L'inverno è arrivato in anticipo, con tutto il suo magnifico e mellifluo spleen. È bene accoglierlo come si deve.

bon iver justin vernon 

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